Sentimenti ambivalenti
Negli ultimi giorni ho dedicato molto tempo alla lettura dei post dei caregiver di persone anziane nelle community dedicate e ho potuto constatare tutta la fragilità, che è risultata particolarmente accentuata in questo periodo di festività.
Ho notato in tantissimi post un’ambivalenza emotiva: l’amore e il desiderio di protezione che convivono con il desiderio di allontanarsi, il risentimento, la rabbia, il tutto spesso condito da un senso di colpa per tali sentimenti.
Beh, con questo post voglio dirti: non c’è nulla di sbagliato nel sentirli.
Gli studi evidenziano che il caregiving porta con sé numerose emozioni positive come:
• Gratificazione personale
• Crescita emotiva e relazionale
• Legami affettivi più profondi
• Gioia e amore nel dare assistenza
(Lee & Li, 2022; Ponsoda & Díaz, 2024)
Ma la stessa letteratura è molto più ricca di studi e risultati che riportano le evidenze sui sentimenti negativi legati al caregiving. Tali sentimenti sono, sempre secondo la letteratura, presenti soprattutto nei figli che si prendono cura dei genitori e nei caregiver di persone con demenza, piuttosto che nei genitori che assistono i loro figli non autosufficienti (Diodati, 2023; Lin et al., 2012; Shim et al., 2012).

Fonte: Unsplash – Jon Tyson
Parlando in particolar modo dei figli, le emozioni negative possono avere numerose e diverse origini. Qui di seguito riporto le principali che emergono dalla letteratura sull’argomento.
- L’assistenza talvolta non è frutto di una libera scelta, ma viene fornita in quanto ritenuta un obbligo morale e culturale – obbligo filiale –, un’imposizione che contribuisce alla sensazione di rabbia e persino a un senso di prigionia nel ruolo che provano molti figli caregiver (Silverstein et al., 2006; Quinn et al., 2015; Pearlin et al., 1990).
- L’immaturità filiale, ovvero l’incapacità di un figlio di accettare l’invecchiamento del genitore e la necessità di aiutarlo entro determinati limiti e possibilità, mantenendo se stesso e la propria vita. Tale condizione porta spesso il figlio caregiver a sentirsi in colpa o a sviluppare sentimenti di rabbia e burnout. Essa è anche alla base di rapporti difficoltosi con altri membri della famiglia che vivono l’assistenza al genitore in maniera differente e non assoluta.
- Sulla disponibilità del figlio ad assistere il proprio genitore influisce notevolmente anche la qualità della relazione pregressa: un rapporto difficile rende il compito più pesante (Lin & Wu, 2019).
- Il modo di affrontare il compito di caregiving dipende, ovviamente, anche dalle risorse psicologiche ed emotive di ogni singolo soggetto e dalla sua capacità di resilienza.
- Le emozioni negative si amplificano normalmente con l’intensificarsi del bisogno dell’assistito (numero di patologie, gravità delle condizioni, capacità del paziente di collaborare, tipologia di cure…), con il numero delle persone assistite (entrambi i genitori, genitori e figli …) e con la durata dell’assistenza (inizio della non autosufficienza, ore di assistenza al giorno…), che tutte influiscono negativamente sul benessere psicologico (Priego-Cubero et al., 2023).
- La mancanza di supporto emotivo, di strumenti pratici o dispositivi e le ridotte disponibilità economiche incidono anch’esse sulle emozioni negative (Verbakel et al., 2018).
Il mio non è che un elenco parziale e incompleto delle possibili cause delle emozioni negative nel caregiving ma, nella realtà, queste cause raramente agiscono da sole; spesso si intrecciano, si sovrappongono e convivono nello stesso momento, rendendo l’esperienza emotiva ancora più complessa.
Con questo post non ho la pretesa, né purtroppo la capacità, di offrire soluzioni o ricette per “risolvere” queste emozioni, anche se vorrei tanto poterne avere. Il mio unico obiettivo era un altro: far passare il messaggio che provare emozioni negative è normale, umano, e accade a tutti coloro che si prendono cura di qualcuno.
Questo breve e incompleto elenco può forse essere uno stimolo a fermarsi e riflettere su quali siano, per ciascuno, le radici di ciò che si prova, senza giudizio e senza colpevolizzarsi.
L’unica cosa che sento davvero di poter dire è questa: il lavoro che un caregiver fa è immenso. È un lavoro silenzioso, spesso invisibile, ma di un valore enorme per la persona assistita e per la collettività intera. Forse tutte queste emozioni, per quanto faticose, meritano di essere attraversate e infine racchiuse in un’unica, grande emozione: l’orgoglio per ciò che fai ogni giorno.
Riferimenti bibliografici
• Cejalvo, E.; Martí-Vilar, M.; Gisbert-Pérez, J.; Badenes-Ribera, L. (2025). Stress as a Risk Factor for Informal Caregiver Burden. Healthcare, 13, 731. https://doi.org/10.3390/healthcare13070731
• Diodati, F. (2023). Narrating the caring fatigue: stories of the ambivalence of filial care in a caregivers’ self-help group in Italy. Anthropology & Medicine, 30(3), 215–229. https://doi.org/10.1080/13648470.2023.2171238
• Hammersmith, A. M., Lin, I. F. (2019). Evaluative and Experienced Well-being of Caregivers of Parents and Caregivers of Children. Journal of Gerontology: Psychological Sciences, 74(2), 339–352. https://doi.org/10.1093/geronb/gbw065
• Jiang, N., Lu, N., Sun, Q., Lou, V. W. Q. (2020). Positive and negative experiences and life satisfaction among spousal caregivers for frail older adults in urban China. Age and Ageing, 49(4), 622–627. https://doi.org/10.1093/ageing/afaa032
• Lee, Y., Li, L. (2022). Evaluating the Positive Experience of Caregiving: A Systematic Review of the Positive Aspects of Caregiving Scale. The Gerontologist, 62(9), e493–e507. https://doi.org/10.1093/geront/gnab092
• Lin, I. F., Fee, H. R., Wu, H. S. (2012). Negative and positive caregiving experiences: a closer look at the intersection of gender and relationships. Family Relations, 61(2), 343–358. https://doi.org/10.1111/j.1741-3729.2011.00692.x
• Lin, I. F., Wu, H. S. (2019). Early-Life Parent-Child Relationships and Adult Children’s Support of Unpartnered Parents in Later Life. Journal of Gerontology: Psychological Sciences, 74(5), 869–880. https://doi.org/10.1093/geronb/gby020
• Pearlin, L. I., Mullan, J. T., Semple, S. J., Skaff, M. M. (1990). Caregiving and the stress process: An overview of concepts and their measures. The Gerontologist, 30(5), 583–594. https://doi.org/10.1093/geront/30.5.583
• Ponsoda, J. M., Díaz, A. (2024). Positive Emotions in Family Caregivers of Alzheimer’s Disease Patients. Journal of Clinical Medicine, 13(8), 2322. https://doi.org/10.3390/jcm13082322
• Quinn, C., Clare, L., Woods, B. (2015). The impact of motivations and meanings on caregiver well-being. International Psychogeriatrics.
• Silverstein, M., Gans, D., Yang, F. (2006). Intergenerational support to aging parents: The role of norms and burden. Journal of Gerontology: Social Sciences.
• Shim, B., Barroso, J., Davis, L. L. (2012). A comparative qualitative analysis of stories of spousal caregivers of people with dementia. International Journal of Nursing Studies, 49(2), 220–229. https://doi.org/10.1016/j.ijnurstu.2011.09.003
