Quando il digitale toglie l’autonomia all’anziano
Parliamo spesso degli effetti benefici della tecnologia nella gestione dell’anziano, ma oggi voglio parlare anche di quelli malefici.
Oggi mi è capitato proprio a pennello un breve servizio in TV in cui un farmacista denunciava che le persone anziane non riescono più a prenotare da sole le visite mediche perché tutto va fatto online. Dico che mi è capitato a pennello per svariati motivi: uno è che sono appena tornata da un viaggio in cui il check-in sono riuscita a farlo solo grazie ai figli (se avessi fatto ricorso a una persona dell’agenzia, avrei pagato una multa); un altro è che, in quattro giorni passati in una struttura ricettiva, non ho visto un solo gestore o dipendente, ma solamente mail e codici di ingresso; inoltre, oltre a provare un grande senso di vuoto che tutto ciò mi lascia, a 54 anni sento già di perdere autonomia e necessito continuamente dell’aiuto dei figli e delle colleghe più giovani per le continue innovazioni che vanno sempre in quella direzione.
Ma come si deve sentire una persona anziana?
La persona del servizio aveva 95 anni e voleva prenotare autonomamente la visita medica: quindi un livello di autonomia ammirevole per la sua età. Ma lo poteva fare esclusivamente online.

Fonte: Unisplash – Caroline Badran
Ed ecco le barriere:
Immagino che la signora, proprio come me (e ripeto, ho 54 anni), abbia letto tantissimi termini di cui ignorava persino l’esistenza, figuriamoci se poteva comprenderli! Immagino che abbia dovuto fare mille passaggi, ovvero che le siano state poste davanti numerose barriere cognitive.
Speriamo che la signora abbia lavorato da un PC (ce l’ha un PC una signora di 95 anni?), perché dal cellulare avrebbe avuto problemi anche solo a vedere. Speriamo che non le tremassero le mani e che sia riuscita a cliccare nei tempi dovuti prima che tutto scomparisse. Perché si sa, le persone anziane hanno spesso anche barriere sensoriali e motorie, e lì bisogna essere veloci!
E speriamo che la signora non ci sia rimasta troppo male se non ci è riuscita, perché non è difficile interiorizzare il messaggio sottostante: “Sei troppo vecchia, non ci sai fare, ormai dove vai, sei lenta…”.
Per fortuna il servizio aveva un happy end. La signora ha incontrato un gentile e giovane farmacista che ci ha pensato lui e che ha anche denunciato questo problema degli anziani.
Ed ecco quindi il suggerimento per un’importante riflessione: la digitalizzazione non sempre fa bene! Il mondo va pensato anche per gli anziani e “online” non può essere l’unica opzione!
Intanto, il problema si sposta nuovamente sul caregiver, che diventa anche intermediario digitale e segretario amministrativo!
