Per assistere

Capire la Nutrizione Artificiale – Parte 3

markus winkler 3lqkdh r ji unsplash

Nutrizione Enterale a Domicilio: tutto facile?

Beh, come ogni terapia, anche la Nutrizione Enterale può avere delle complicanze.

Iniziamo dal caregiver

Il primo impatto con la nutrizione artificiale è sicuramente stressante per il caregiver, e questo per una serie di motivi.

Innanzitutto, vedere un proprio familiare che non può più beneficiare del piacere di mangiare, soprattutto se è consapevole della propria condizione e ne sente la mancanza, può risultare stressante e psicologicamente impegnativo. Può addirittura causare un senso di colpa.

Fonte: Unsplash – Christian Erfurt

Gestire la nutrizione artificiale a domicilio, inizialmente, può creare nel caregiver un fortissimo senso di responsabilità: “E se sbaglio, cosa succede?”, “E se per qualche motivo si interrompe la nutrizione, non è che rischio addirittura di causare la morte della persona che assisto?”

Ma vi rassicuro subito. Uno studio che abbiamo condotto qualche anno fa, insieme ad altre indagini successive, ha mostrato che le preoccupazioni del caregiver legate alla gestione della Nutrizione Enterale Domiciliare (NED) tendono a ridursi nel giro di poche settimane e che questa diventa addirittura una delle preoccupazioni minori nella gestione di pazienti anziani, complessi e affetti da più patologie.

Un’altra domanda molto frequente del caregiver è: “Sarà per sempre così?” È difficile rispondere se non dicendo che la persona in nutrizione va regolarmente rivalutata per verificare, tra le altre cose, se le condizioni siano tali da permettere il ritorno alla nutrizione per bocca.

E il paziente?

Le complicanze legate alla Nutrizione Enterale vengono normalmente classificate in tre grandi categorie: complicanze legate all’accesso, complicanze gastrointestinali e complicanze metaboliche.

La complicanza più grave e temuta della Nutrizione Enterale è la polmonite ab ingestis, ovvero la polmonite da aspirazione. Si tratta di un’infezione polmonare che si verifica quando cibo, liquidi o anche saliva, invece di raggiungere lo stomaco, entrano nelle vie respiratorie e che, nella persona anziana e fragile, può avere conseguenze molto gravi portando, nei casi più severi, al decesso.

Il paradosso è che la Nutrizione Enterale viene spesso iniziata proprio per garantire un adeguato apporto nutrizionale nelle persone che presentano problemi di deglutizione, cioè disfagia, e può contribuire a ridurre alcuni rischi legati all’alimentazione per bocca. Tuttavia, il rischio di aspirazione non viene completamente eliminato.

Inoltre, il rischio di polmonite da aspirazione può essere influenzato anche dalla scarsa igiene del cavo orale, un aspetto ancora troppo frequentemente trascurato nelle persone anziane. Nel caso della Nutrizione enterale, si può essere portati a credere che, visto che la persona non mangia per bocca, non sia necessario mantenere l’igiene. Sbagliatissimo!

Emerge palesemente che la collaborazione del caregiver nella prevenzione di questa complicanza è determinante: corretta postura durante la somministrazione della nutrizione, adeguata igiene orale e rispetto delle indicazioni fornite dal team sanitario, soprattutto quelle concernenti la possibilità o il divieto di dare all’assistito qualcosa per bocca, sono tutti elementi importanti.

Le complicanze legate all’accesso

Per quanto riguarda gli accessi, come il SNG (sondino nasogastrico) e la PEG (gastrostomia endoscopica percutanea), le complicanze possono essere diverse.

Nel caso del sondino possono verificarsi, per esempio, dislocazione, sfilamento o ostruzione.

Nel caso della PEG possono comparire arrossamento, irritazione, fuoriuscita di materiale o infezione nella zona intorno allo stoma.

Il caregiver non può e non deve intervenire autonomamente in tutte queste situazioni. La sua funzione è soprattutto quella di osservare, prevenire e segnalare tempestivamente eventuali anomalie.

Può contribuire alla prevenzione attraverso una corretta pulizia dell’accesso e delle sonde, seguendo le indicazioni ricevute, e attraverso le procedure di lavaggio e disostruzione del sondino quando previste. In caso di sfilamento, dislocazione o altre complicanze che richiedono un intervento specifico, è invece necessario rivolgersi al personale sanitario e al team responsabile.

Le complicanze gastrointestinali

Le complicanze gastrointestinali più frequenti comprendono rigurgito, vomito, diarrea e stipsi.

Benché siano generalmente riconoscibili attraverso i loro sintomi, ci sono due aspetti che vanno evidenziati.

Il primo riguarda la corretta definizione di diarrea e stipsi. Avere due evacuazioni in un giorno, per un solo giorno, non significa necessariamente avere diarrea. Allo stesso modo, non evacuare per un giorno non significa automaticamente essere stitici.

Per questo motivo è molto importante, per migliorare la collaborazione con il team sanitario, che il caregiver sappia riconoscere correttamente i diversi sintomi e sappia quando una determinata manifestazione rappresenta effettivamente una complicanza.

In secondo luogo, il timore nei confronti della nutrizione artificiale e la “stranezza” di questo modo di nutrire possono portare il caregiver ad attribuire alla nutrizione la responsabilità di complicanze che, in realtà, possono dipendere da numerosi altri fattori: la terapia farmacologica, l’allettamento, per esempio nel caso della stitichezza, oppure infezioni e virus stagionali.

Le complicanze metaboliche

Le complicanze metaboliche riguardano, tra le altre cose, un eccesso o una carenza di glucosio nel sangue, quindi iperglicemia e ipoglicemia, e le alterazioni degli elettroliti, cioè variazioni della quantità di alcuni sali e minerali presenti nel sangue, come sodio, potassio, magnesio, calcio e fosforo.

Un’attenzione particolare va posta alla sindrome da rialimentazione, una complicanza che può verificarsi soprattutto nei pazienti gravemente malnutriti quando la nutrizione viene reintrodotta troppo rapidamente. In questa situazione possono verificarsi importanti riduzioni dei livelli di fosforo, potassio e magnesio, con conseguenze anche molto gravi.

I sintomi di queste alterazioni possono essere riconosciuti clinicamente dal personale sanitario, ma per accertarle e monitorarle sono fondamentali soprattutto gli esami di laboratorio, in particolare gli esami del sangue. In alcune situazioni possono essere utili anche gli esami delle urine e altri controlli, come l’elettrocardiogramma, soprattutto quando si sospettano importanti alterazioni degli elettroliti.

Come gestire le complicanze?

Un elemento determinante è sicuramente l’addestramento del caregiver all’inizio della terapia.

L’obiettivo dell’addestramento non è soltanto insegnare concretamente come gestire la Nutrizione Enterale, ma anche rassicurare il caregiver sugli aspetti che potrebbero preoccuparlo e che, invece, fanno parte della normale gestione della nutrizione.

Il caregiver deve sapere esattamente:

  • su quali aspetti può e deve intervenire autonomamente;
  • quali segnali deve semplicemente osservare e riferire;
  • in quali situazioni deve contattare il team nutrizionale;
  • quando è necessario rivolgersi al medico o all’ospedale.

A questo deve aggiungersi la disponibilità del team responsabile, che deve garantire la possibilità di contatti regolari e frequenti, soprattutto nelle prime fasi della Nutrizione Enterale Domiciliare.

In questo modo il caregiver non viene lasciato solo nella gestione della terapia, ma diventa parte integrante del percorso assistenziale, con competenze adeguate, punti di riferimento chiari e la consapevolezza di sapere cosa fare, cosa non fare e quando chiedere aiuto.

Riferimenti bibliografici:

Jukic P N, Gagliardi C, Fagnani D, Venturini C, Orlandoni P. Home Enteral Nutrition therapy: Difficulties, satisfactions and support needs of caregivers assisting older patients. Clin Nutr. 2017 Aug;36(4):1062-1067. doi: 10.1016/j.clnu.2016.06.021;

Serjeant S, Tighe B. A meta-synthesis exploring caregiver experiences of home enteral tube feeding. J Hum Nutr Diet. 2022 Feb;35(1):23-32. doi: 10.1111/jhn.12913;

Mou J, Sun J, Zhang R, Yang Y, Yang W, Zhao X. Experiences and needs of home caregivers for enteral nutrition: A systematic review of qualitative research. Nurs Open. 2022 Jan;9(1):11-21. doi: 10.1002/nop2.990;

Sandhu R, Elliott T, Hussain W, Engbers J, Kassam R. Exploring the lived experiences of adults using home enteral nutrition and their caregivers: A meta-aggregation qualitative systematic review. Nutr Clin Pract. 2025 Apr;40(2):368-388. doi: 10.1002/ncp.11225;

Bischoff SC, Austin P, Boeykens K, Chourdakis M, Cuerda C, Jonkers-Schuitema C, Lichota M, Nyulasi I, Schneider SM, Stanga Z, Pironi L. ESPEN practical guideline: Home enteral nutrition. Clin Nutr. 2022 Feb;41(2):468-488. doi: 10.1016/j.clnu.2021.10.018;

Ojo O. The challenges of home enteral tube feeding: a global perspective. Nutrients. 2015 Apr 8;7(4):2524-38. doi: 10.3390/nu7042524;

Strollo BP, McClave SA, Miller KR. Complications of Home Enteral Nutrition: Mechanical Complications and Access Issues in the Home Setting. Nutr Clin Pract. 2017 Dec;32(6):723-729. doi: 10.1177/0884533617734529.