Idratare la cura
È estate, un’estate davvero di fuoco, e la maggior parte delle persone sta programmando le proprie vacanze o è già in vacanza. Ma alcuni lavori, anche se non retribuiti, non vanno mai in ferie. Per i caregiver, infatti, questo periodo può rappresentare una fase in cui il carico assistenziale aumenta e diventa più pesante, perché il caldo mette alla prova tutti, ma soprattutto perché le persone fragili possono avere maggior bisogno di assistenza.
Per quanto possa sembrare banale e per quanto sia un consiglio ripetuto frequentemente, è proprio così: la cura di base nei mesi più caldi consiste soprattutto nel prevenire l’esposizione nelle ore più critiche della giornata, evitare sforzi eccessivi e garantire un’adeguata idratazione, principalmente attraverso l’assunzione di acqua.
Il caldo rappresenta infatti un importante fattore di rischio per le persone anziane e fragili. L’organismo umano mantiene la temperatura corporea attraverso complessi meccanismi di adattamento, tra cui la sudorazione e la vasodilatazione. Con l’avanzare dell’età questi meccanismi possono diventare meno efficienti. Inoltre, le persone anziane possono percepire meno lo stimolo della sete, avere una ridotta capacità di adattarsi agli sbalzi termici e presentare condizioni croniche o terapie farmacologiche che aumentano il rischio di disidratazione e di eventi correlati allo stress da calore (Kenney & Munce, 2003; Hajat et al., 2010).
Ecco perché il caregiver ha un ruolo fondamentale: non dovrebbe aspettare che la persona assistita avverta spontaneamente la sete e chieda da bere, ma dovrebbe proporre regolarmente liquidi durante la giornata, adattandosi alle condizioni individuali e alle eventuali indicazioni mediche.

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Tuttavia, il caldo non riguarda solo chi riceve assistenza, ma anche chi la offre.
Anche il caregiver è esposto a una maggiore fatica fisica durante questo periodo e, probabilmente, anche a un incremento dello stress emotivo, dovuto ai sacrifici quotidiani e alla sensazione di vivere una realtà diversa rispetto a quella mostrata spesso sui social network: immagini di vacanze, persone sorridenti, giornate al mare o in montagna, momenti di svago e riposo.
Non è invidia: è una normale risposta umana alla fatica e al sacrificio. Il confronto con una quotidianità profondamente diversa può aumentare il senso di isolamento e rendere ancora più evidente il peso della responsabilità assistenziale.
Lo posso testimoniare anche personalmente: qualche giorno fa, in una Spalato calda come un forno, osservavo i turisti sorridenti dirigersi verso il mare mentre io andavo a trovare mia madre in ospedale. Un contrasto che non mi rendeva triste, ma che mi faceva sentire come se stessi vivendo in una dimensione parallela rispetto al resto del mondo.
E per cercare di recuperare energia, a cosa si ricorre spesso durante questi mesi? Agli integratori, naturalmente.
Proprio oggi ho assistito all’acquisto di un’offerta 2×3 di magnesio e potassio da parte di una caregiver e questo mi ha spinto a soffermarmi brevemente sull’argomento.
Esiste quasi un automatismo nel recarsi in farmacia e acquistare magnesio, potassio, vitamine, in particolare, vitamina B, con l’idea che possano contrastare automaticamente stanchezza e spossatezza.
E’ innegabile che gli integratori possono avere un ruolo in specifiche condizioni, ma il principio generale dovrebbe essere quello di verificare l’effettiva presenza di una carenza o di un aumentato fabbisogno prima di assumere una determinata sostanza. L’integrazione dovrebbe essere mirata e non basata esclusivamente sulla percezione di stanchezza.
La badante di oggi spero non assuma le tre scatole di magnesio e potassio perché, anche quando utile, deve essere verificata con un medico la durata dell’assunzione e i quantitativi da assumere.
Ancora maggiore attenzione è necessaria quando si parla di somministrazione autonoma agli assistiti, soprattutto per quanto riguarda il potassio. Un eccesso di potassio può essere rischioso, in particolare nelle persone con problemi renali o in trattamento con farmaci come ACE-inibitori, sartani o diuretici risparmiatori di potassio, condizioni tutt’altro che rare nella popolazione anziana.
Nella maggior parte dei casi, il primo intervento rimane molto più semplice: bere acqua a sufficienza, mantenere un’alimentazione equilibrata e consumare sempre anche alimenti ricchi di acqua e micronutrienti, come frutta e verdura fresche. Questi interventi rappresentano spesso la strategia più efficace e sicura.

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E quindi sì: quel consiglio ormai quasi scontato e ripetuto mille volte — “evitare di uscire e affaticarsi nelle ore più calde e bere molta acqua” — rimane ancora oggi uno dei principali strumenti di prevenzione durante l’estate, soprattutto per le persone fragili e per chi se ne prende cura.
Riferimenti bibliografici
Bunn, D., Jimoh, F. O., Wilsher, S. H., & Hooper, L. (2018). Increasing water intake and reducing dehydration in older people living in residential care: A systematic review. Age and Ageing, 47(3), 330–339. https://doi.org/10.1093/ageing/afx183
Hajat, S., O’Connor, M., & Kosatsky, T. (2010). Health effects of hot weather: From awareness of risk factors to effective health protection. The Lancet, 375(9717), 856–863. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(10)60711-6
Kenney, W. L., & Munce, T. A. (2003). Invited review: Aging and human temperature regulation. Journal of Applied Physiology, 95(6), 2598–2603. https://doi.org/10.1152/japplphysiol.00202.2003
Mentes, J. C. (2006). Oral hydration in older adults: Greater awareness is needed in preventing dehydration. Geriatric Nursing, 27(1), 30–38. https://doi.org/10.1016/j.gerinurse.2005.12.016
Mentes, J. C., & Culp, K. (2003). Reducing hydration-linked events in nursing home residents. Clinical Nursing Research, 12(3), 210–225. https://doi.org/10.1177/1054773803252749
Stookey, J. D. (2005). High prevalence of plasma hypertonicity among community-dwelling older adults: Results from NHANES III. Journal of the American Dietetic Association, 105(8), 1231–1239. https://doi.org/10.1016/j.jada.2005.05.003
World Health Organization. (2018). Heat and health in the WHO European Region: Updated information for effective prevention. World Health Organization Regional Office for Europe.
Ministero della Salute. (2023). Estate sicura: come proteggersi dal caldo. Ministero della Salute.
Istituto Superiore di Sanità. (2023). Ondate di calore e salute: indicazioni per la prevenzione dei rischi. Istituto Superiore di Sanità.
