Libertà di circolazione delle persone, diritti di cura territoriali
Questo è un tema “hot” per me da circa quattro anni. Negli ultimi giorni, un nuovo piccolo calvario l’ha riportato al centro. Quindi lo rimetto sul tavolo.
Scopro anche che non sono la sola ad averlo sollevato, e in modo ben più autorevole. Del resto, la ricerca non delude mai (riferimenti in fondo).
Di cosa sto parlando?
Faccio un passo indietro. Appartengo a quella generazione di cococo, cocopro e simili che ha accumulato pochi diritti e ancora meno congedi. E, come spesso accade, molte tutele sono arrivate dopo che i miei “diritti a usufruirne” erano già scaduti.
Anche questa volta sembra andare nella stessa direzione.
Parlo del congedo da caregiver transfrontaliero, nello specifico entro i confini dell’UE.
Ho doppia cittadinanza – italiana e croata – e vivo e lavoro in Italia (UE). Mia madre che ha bisogno ormai di ogni forma di assistenza, è croata e ha sempre vissuto e lavorato in Croazia (UE).
Le istituzioni europee promuovono con convinzione la libertà di circolazione: vivere, lavorare, costruire il proprio progetto di vita in un altro Paese membro. La cittadinanza europea dovrebbe garantire diritti diretti, sovranazionali.
Nel 2024 circa 1,5 milioni di persone si sono spostate da un Paese UE a un altro (Eurostat, 2026). Numeri importanti.
Il punto è che la mobilità non funziona come una valigia.

Fonte: Unsplash – Daniel Schludi
Non ti porti dietro tutto come una tartaruga. Non porti via radici, legami, responsabilità. E spesso le persone che contano di più restano altrove; nello stesso spazio “senza confini” che però, nella realtà, i confini li ricostruisce eccome.
Il modello europeo ha immaginato un lavoratore mobile, autonomo, disponibile a muoversi. Ha però sottovalutato che le famiglie restano distribuite, che i legami di cura non si spostano, e che l’invecchiamento della popolazione rende la cura informale sempre più strutturale.
La libera circolazione vale per il lavoro. I sistemi di welfare restano nazionali.
E nell’UE non esiste un congedo universale per la cura transfrontaliera. Non esiste un sistema unico di long-term care. Non esiste un diritto armonizzato alla presenza familiare cross-border.
Da quattro anni non ho “ferie”. Ho ricongiungimenti familiari: cliniche, diagnosi, badanti, strutture. E nel frattempo numerose giornate al telefono, da una parte dell’Adriatico, a incastrare pezzi e chiedere soluzioni rapide che non arrivano mai in tempi “normali”a quelli dell’altra parte dell’Adriatico.
Ed è qui che succede qualcosa di strano.
Non solo non riesco a esercitare pienamente un diritto. Ne scivola via un altro: quello al riposo.
So che non succede solo a me, ma le mie ferie ormai sono diventare il tempo per sbrigare pratiche rimandate; uno spazio per risolvere questioni familiari e problemi di assistenza accumulati. E in mezzo, il riposo si consuma.
Chiudo con una speranza semplice, non retorica: che Paesi come Italia e Croazia — che so con certezza già stanno muovendosi sul tema caregiver — inizino a considerare anche i problemi della transfrontalierità dell’assistenza.
Perché quello che oggi sembra un problema emergente rischia di diventare presto strutturale. E, forse, centrale.
Riferimenti bibliografici:
Bonardi, O. (2023). Il diritto di assistere. L’implementazione nazionale delle previsioni a favore dei caregivers della direttiva 2019/1158. In Diritto di conciliazione: prospettive e limiti della trasposizione della direttiva 2019/1158. Editoriale Scientifica. https://air.unimi.it
Bonardi, O. (2023). Il diritto di assistere. Università degli Studi di Milano (AIR Unimi). https://air.unimi.it
Chieregato, E. (2020). A work-life balance for all? Assessing the inclusiveness of EU Directive 2019/1158. International Journal of Comparative Labour Law and Industrial Relations. https://ssrn.com
European Commission. (2024). The transposition of the Work-Life Balance Directive in EU Member States (II). Publications Office of the European Union. https://op.europa.eu
European Parliament. (n.d.). Free movement of persons. https://www.europarl.europa.eu
European Parliament. (n.d.). Free movement of workers. https://www.europarl.europa.eu
European Union. (n.d.). Art. 45 TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). https://eur-lex.europa.eu
European Union. (2004). Directive 2004/38/EC on the right of citizens of the Union and their family members to move and reside freely. Official Journal of the European Union. https://eur-lex.europa.eu
European Union. (2019). Directive (EU) 2019/1158 on work-life balance for parents and carers. Official Journal of the European Union, L 188, 79–93. https://eur-lex.europa.eu
Lach, D. E. (2024). Time off from work on grounds of force majeure and carers’ leave in the social law perspective. Studia z Zakresu Prawa Pracy i Polityki Społecznej. https://cejsh.icm.edu.pl
Scherngell, T., & Barber, M. J. (2010). Spatial interaction modelling of cross-region collaborations in Europe. arXiv. https://arxiv.org
Spaventa, E., Rennuy, N., & Minderhoud, P. (2022). Family and mobile EU workers. European Labour Law Journal.
Uhde, Z. (2022). Transnational carers and employment. Wellbeing, Space and Society. https://www.sciencedirect.com
Uhde, Z. (2025/2026). The European care border regime: Theorising extraction, exploitation and East–West inequalities in cross-border care work. Social Science Journal. https://www.sciencedirect.com
Van Hoek, A., & Houwerzijl, M. (2018). Workers’ mobility and “belonging” in the EU. European Labour Law Journal.
Waddington, L., & Bell, M. (2021). The right to request flexible working arrangements under the Work-Life Balance Directive. Industrial Law Journal. https://academic.oup.com
Zaccaroni, A., Calafà, L., & Bonardi, O. (2023). Caregiver leave e limiti della direttiva 2019/1158. In Diritto di conciliazione: prospettive e limiti della trasposizione della direttiva 2019/1158. Editoriale Scientifica.
