Per assistere, Per il caregiver

Cura, intimità e amore oltre la forma del cibo

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Quando i nostri cari non possono condividere con noi i pasti come una volta

a cura di Laura Bartoloni, logopedista

Ci sono gesti quotidiani così semplici da sembrare invisibili. Preparare un pasto, sedersi a tavola, imboccare qualcuno, condividere il tempo del cibo. Eppure, quando la malattia entra nella vita di
una persona e della sua famiglia, proprio questi gesti possono trasformarsi profondamente o, in
alcuni casi, non essere più possibili come prima. Il momento in cui l’alimentazione orale cambia di
consistenza o viene meno non è solo un passaggio clinico. È una frattura nella quotidianità, nella
relazione, nell’intimità
. Per chi si prende cura, può emergere un senso di impotenza difficile da
nominare: come se uno dei linguaggi più profondi dell’amore, quello del nutrire, venisse
improvvisamente sottratto o delegato a procedure tecniche.

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Fonte: Unsplash – kwami-fattah-al-sissi-8cxuRk9N0Ns


Il cibo come linguaggio relazionale


Il cibo non è solo nutrimento. È memoria, identità, cultura, affetto. È il modo in cui ci siamo presi
cura gli uni degli altri fin dall’inizio della vita. Per questo, quando cambia, porta con sé un impatto
emotivo che va ben oltre l’aspetto fisico. Ma la relazione di cura non si interrompe. Ha bisogno di
essere riconosciuta e accompagnata in una nuova forma.

Chi assiste una persona fragile rischia, in questi passaggi, di sentirsi messo da parte: come se la cura
“vera” fosse altrove, nelle mani dei professionisti o nelle tecnologie.
In realtà, il caregiver resta una risorsa centrale.


Sostenere questa consapevolezza significa:

– dare spazio al vissuto emotivo (anche di perdita)

– valorizzare i gesti quotidiani

– offrire strumenti concreti per restare dentro la relazione

Perché la cura non è solo ciò che si fa, ma come si sta accanto.


Strategie pratiche per la gestione del pasto


Anche quando l’alimentazione cambia a causa di una difficoltà di deglutizione (DISFAGIA), è
possibile mantenere sicurezza, dignità e relazione.

  • Verificare che lo stato di attenzione sia sufficientemente adeguato ed interrompere la
    somministrazione di cibo ai primi segni di stanchezza.
  • Tenere desta l’attenzione ponendo il piatto davanti, perché arrivino il calore e l’odore del
    cibo
    ed evitare distrazioni quali: leggere, guardare il televisore, chiacchierare, ecc..
  • Procedere alla somministrazione del pasto lentamente, con piccole quantità alla volta e solo
    se il boccone precedente è stato deglutito
    .
  • Usare un bicchiere ampio, che accolga il naso, in modo che non debba essere sollevato
    molto e riempito per almeno ¾ di esso. La testa deve stare appena flessa, in modo che il
    labbro superiore tocchi il liquido.
  • Mantenere il busto eretto per almeno 30 minuti dopo il pasto.
  • In caso di tosse involontaria, l’atto deve essere riportato sotto il controllo volontario,
    coordinando la respirazione e la spinta dell’addome (diaframmatica)
    .
  • Il paziente può parlare, interrompendo il pasto, solo dopo aver ripulito la gola con qualche
    colpo di tosse e qualche deglutizione a vuoto
    .
  • Si consiglia di scegliere un ORARIO regolare in quanto qualsiasi azione che segue un ritmo
    e schemi fissi permette di avere più sicurezza.
  • Alla fine del pasto controllare che il cavo orale sia stato deterso evitando residui di cibo nel
    solco gengivale
    .
  • È molto importante prestare attenzione alla postura del paziente che va regolata in modo da
    favorire il più possibile l’atto deglutitorio
    . La posizione seduta assunta dal paziente deve
    essere comoda e sicura con i piedi poggiati a terra e avambracci sul tavolo.
  • Igiene orale: dopo ogni pasto è importante eseguire una completa igiene orale, per evitare
    che parti di cibo si fermino in bocca.

Ma l’importante è ricordare che il caregiver non è solo “chi assiste” ed esegue tutte queste operazioni.È co-costruttore di senso, anche nella malattia. Perché quando il cibo non può più essere condiviso come prima, la relazione non scompare. E quello che si continua ad offrire con la presenza, attenzione, amore ha ancora un valore enorme. Anche quando sembra diverso. Anche quando è più difficile. E anche quando nessuno lo vede.